Ciao a tutti, amici amanti della buona musica! Chi di noi non ha mai cantato a squarciagola una hit di Sir Elton John, lasciandosi trasportare dalle sue melodie?
La sua musica è pura magia, colonna sonora di tantissimi momenti indimenticabili delle nostre vite. Ma vi siete mai chiesti quale sia stato quel momento cruciale, quel primo, vero passo che ha trasformato un giovane Reginald Kenneth Dwight nell’icona mondiale che oggi celebriamo?
Io, da vera fan, trovo sempre affascinante ripercorrere i suoi esordi, quel periodo vibrante che ha dato il via a tutto. Siete pronti a fare un tuffo nel passato e scoprire l’anno esatto in cui il suo genio ha fatto il vero e proprio debutto, cambiando per sempre la storia della musica?
Scopriamo insieme ogni singolo dettaglio!
Ciao a tutti, amici amanti della buona musica! La musica di Sir Elton John è pura magia, colonna sonora di tantissimi momenti indimenticabili delle nostre vite.
Dagli Inizi Timidi alla Nascita di un Fenomeno

Prima che le luci abbaglianti dei palcoscenici mondiali lo accogliessero, e prima ancora di essere “Sir Elton John”, c’era Reginald Kenneth Dwight, un ragazzino di Pinner, Middlesex, con un amore smisurato per il pianoforte.
Nasce il 25 marzo 1947, e la sua passione per la musica si manifesta prestissimo, tanto che già a tre anni inizia a strimpellare i primi tasti, mostrando un talento precoce che lasciava intravedere un futuro brillante.
Personalmente, trovo incredibile pensare a quel bambino che, con le sue manine piccole, già gettava le basi per una carriera così grandiosa. La sua madre, grande appassionata di musica e collezionista di dischi, è stata sicuramente una figura chiave nel coltivare questa sua inclinazione, un vero e proprio trampolino di lancio per il suo destino artistico.
Ricordo di aver letto che la sua formazione includeva persino un periodo alla prestigiosa Royal Academy of Music di Londra, un dettaglio che mi ha sempre affascinato e che testimonia la serietà dei suoi studi musicali, anche se poi la sua indole ribelle e la voglia di rock ‘n’ roll lo hanno portato a non completare mai i corsi.
Immagino quanti sogni e quante ambizioni si agitassero nella mente di quel giovane Reginald, desideroso di lasciare il segno, di trasformare la sua musica in qualcosa di unico e indimenticabile.
I Primi Passi nel Mondo Musicale
Nel 1962, il giovanissimo Reginald forma la sua prima band, i Corvettes, dove lui era al pianoforte elettrico. È affascinante pensare che da questi primi esperimenti amatoriali, a breve, sarebbe nata la band Bluesology nel 1963, un’esperienza che, a mio avviso, ha rappresentato il suo primo vero banco di prova professionale.
Con i Bluesology, Reginald inizia a girare l’Inghilterra, suonando in pub e locali, un percorso comune a molti artisti emergenti, ma che nel suo caso celava un’energia e un carisma destinati a esplodere.
Questo periodo di gavetta, seppur lontano dai riflettori internazionali, è stato fondamentale per forgiare il musicista che sarebbe diventato, affinando le sue capacità sul palco e la sua presenza scenica.
L’Influenza di un Nome d’Arte
Il nome d’arte “Elton John” non è arrivato per caso, ma è un omaggio significativo ai suoi compagni dei Bluesology. Ha preso “Elton” dal sassofonista Elton Dean e “John” dal carismatico frontman Long John Baldry.
È una cosa che mi ha sempre colpito, questo gesto di riconoscenza verso chi ha condiviso con lui i primi, incerti passi nel mondo della musica. Mi fa pensare a quanto sia importante non dimenticare mai le proprie radici, anche quando si raggiunge la fama mondiale.
L’Incontro Fortuito che Cambiò la Storia della Musica
Spesso mi chiedo se il destino non giochi un ruolo fondamentale nella vita delle persone, e la storia di Elton John e Bernie Taupin ne è la prova lampante.
Nel 1967, un semplice annuncio sul New Musical Express da parte della Liberty Records, in cerca di nuovi talenti, ha dato il via a una delle collaborazioni più longeve e fruttuose della storia della musica.
Immaginate la scena: un giovane Reginald Dwight, che sapeva scrivere musica ma non testi, e un giovanissimo Bernie Taupin, un paroliere con un talento innato per le parole ma senza un compositore.
È stato un vero colpo di fortuna che Ray Williams, il responsabile A&R, li abbia messi in contatto, quasi per caso, dopo che entrambi avevano risposto allo stesso annuncio.
All’inizio, la loro collaborazione era quasi “a distanza”, con Bernie che inviava i suoi testi e Elton che li trasformava in melodie mozzafiato. Questo modo di lavorare, così insolito eppure così efficace, ha definito la loro partnership fin dall’inizio, creando un legame artistico profondo che ancora oggi, dopo decenni, continua a sorprenderci.
Per me, questa storia è la dimostrazione che a volte le migliori combinazioni nascono dagli incontri più inaspettati.
Le Prime Scintille Creative
La magia tra Elton e Bernie è stata quasi istantanea. Già prima di incontrarsi di persona, avevano scritto una ventina di canzoni, un numero che trovo davvero impressionante e che testimonia la loro immediata sintonia creativa.
Questa dinamica, con Bernie che creava i testi e Elton che li vestiva di musica, è rimasta praticamente invariata nel corso degli anni. Mi viene da pensare a quanto sia raro trovare un partner creativo che ti completi in un modo così perfetto, quasi simbiotico.
La loro intesa ha permesso di superare ogni ostacolo, anche quello della distanza fisica, dimostrando che la vera arte non conosce confini.
Un Legame Indissolubile
Il rapporto tra Elton e Bernie è andato ben oltre la semplice collaborazione professionale; è diventato un’amicizia profonda, quasi fraterna. Bernie stesso ha affermato che senza Elton John, non esisterebbe l’artista che conosciamo, e viceversa.
Questa interdipendenza artistica è ciò che ha reso la loro musica così autentica e toccante, capace di parlare al cuore di milioni di persone in tutto il mondo.
Personalmente, ho sempre ammirato la loro capacità di mantenere vivo un sodalizio così lungo e proficuo, superando le sfide e le evoluzioni del tempo.
È un esempio meraviglioso di come la passione e il rispetto reciproco possano creare qualcosa di eterno.
Empty Sky: Il Preludio Silenzioso di un Destino Stellare
Nel giugno del 1969, un anno prima che il suo nome risuonasse potente sui palchi internazionali, un giovane e ancora non pienamente formatosi Elton John pubblicò il suo primo album da solista, “Empty Sky”.
Per me, ascoltare questo disco è come sbirciare nel passato, cogliere i primi barlumi di un genio ancora in divenire. Era un lavoro acerbo, diciamocelo, realizzato con pochi mezzi e senza un vero produttore esperto, ma, nonostante non avesse ottenuto un successo commerciale immediato nel Regno Unito, ha ricevuto l’apprezzamento della critica, che ha intravisto in quel giovane artista un potenziale straordinario.
Ricordo di aver letto le recensioni di allora, e c’era già chi parlava di un talento compositivo evidente, di una promessa per il futuro. Questo mi fa riflettere su quanto sia importante non arrendersi ai primi insuccessi, perché ogni grande percorso inizia spesso con piccoli, incerti passi.
“Empty Sky” è, a tutti gli effetti, la prima tessera di un mosaico che sarebbe diventato un’opera d’arte maestosa.
Le Sfide Iniziali di un Esordio
L’album non fu un successo commerciale istantaneo, e per la casa discografica, la Dick James Music, questo fu un campanello d’allarme. Ma, fortunatamente per noi, decisero di dare una seconda chance a Elton e Bernie, un atto di fiducia che si rivelò profetico.
È in momenti come questi che si capisce la lungimiranza di chi, nonostante i numeri, riesce a cogliere l’essenza del talento. A volte, il vero debutto non è quello che fa rumore subito, ma quello che getta le basi per qualcosa di duraturo.
La Gestazione di un Suono Unico
Ascoltando “Empty Sky”, si percepiscono le radici R&B di Elton, ma anche la sua inclinazione verso un rock vagamente psichedelico e una nascente abilità nel creare melodie pop complesse.
Era un periodo di sperimentazione, di ricerca della propria identità sonora. Mi piace pensare a Elton e Bernie in studio, che provano e riprovano, cercando di dare forma ai loro sogni.
Sebbene non ci siano hit dimenticate in questo album, esso mostra chiaramente il potenziale che avrebbe poi esplorato e perfezionato nei lavori successivi.
È la dimostrazione che l’arte è un processo, una continua evoluzione.
Il 1970: L’Anno della Svolta e la Magia di “Your Song”
Se “Empty Sky” è stato un sussurro, il 1970 è stato il grido con cui Elton John si è presentato al mondo. È l’anno in cui esce il suo secondo album, intitolato semplicemente “Elton John”, e con esso, un’onda d’urto che avrebbe cambiato per sempre il panorama musicale.
Questo disco, a mio parere, è un vero capolavoro, un concentrato di melodie complesse e arrangiamenti barocchi che strizzano l’occhio alla musica classica.
Ricordo ancora la prima volta che ho ascoltato “Your Song”, la traccia che più di tutte ha catturato l’attenzione del pubblico e della critica. È una di quelle canzoni che ti entrano nell’anima e non ti lasciano più.
John Lennon stesso, dopo averla sentita, disse di aver percepito qualcosa di veramente nuovo dopo lo scioglimento dei Beatles, e questo, per un artista, credo sia il complimento più grande.
Questo album ha segnato il vero e proprio decollo della sua carriera, proiettandolo verso un successo americano che, di riflesso, ha conquistato anche il Regno Unito.
Era chiaro a tutti che non eravamo di fronte a un fuoco di paglia, ma a una stella destinata a brillare intensamente.
Il Trionfo di “Your Song”
“Your Song” è diventata un vero e proprio evergreen, una delle canzoni d’amore più amate e riconoscibili di tutti i tempi. Il suo testo, scritto da Bernie Taupin, e la melodia toccante di Elton hanno creato un’alchimia perfetta, capace di commuovere e di rimanere nel cuore.
Non mi stanco mai di ascoltarla, e ogni volta mi regala le stesse emozioni. Il suo successo non è stato solo critico, ma anche commerciale, arrivando nella Top 10 sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, un risultato che ha cementato la posizione di Elton John come una nuova forza nella musica pop.
La Consacrazione Oltreoceano
La pubblicazione dell’album “Elton John” nel 1970 è stata accompagnata da un tour americano che ha rivelato tutta la bravura di Elton come compositore e pianista.
È lì che il suo talento ha conquistato il pubblico, spingendo l’album nella Top 5 negli Stati Uniti. Per un artista britannico, sfondare nel mercato americano era, ed è tuttora, un traguardo enorme, e Elton John ci è riuscito in un modo così travolgente che ha spianato la strada a tantissimi altri artisti.
È un’ulteriore prova della sua straordinaria capacità di connettersi con le persone attraverso la musica, senza barriere culturali o geografiche.
Il Battesimo Americano: La Notte al Troubadour che Scosse il Mondo

Il 25 agosto 1970 è una data incisa a fuoco nella storia della musica, un vero spartiacque nella carriera di Elton John. È la notte del suo debutto americano al leggendario Troubadour di Los Angeles.
Immaginate la tensione, l’emozione di quel giovane artista, Reginald Dwight, che per la prima volta si trovava a confrontarsi con il pubblico statunitense.
La posta in gioco era altissima: affermarsi in America, un mercato cruciale per il successo mondiale. Ebbene, quella notte, Elton non si è limitato a suonare; ha letteralmente conquistato il palco e il cuore di tutti i presenti.
Il Troubadour, seppur intimo con una capienza di circa 300 persone, era gremito di personalità influenti della scena musicale di Los Angeles, un parterre d’eccezione che includeva nomi come Quincy Jones, Brian Wilson e persino Neil Diamond, che lo ha presentato al pubblico.
La sua performance fu esplosiva: calciava lo sgabello del pianoforte, si gettava a terra, mostrando un’energia e uno showmanship mai visti prima per un pianista.
Era chiaro che in quella sala non c’era solo musica, ma una vera e propria esplosione di rock ‘n’ roll. Da quella sera, Reginald Dwight diventò per sempre Elton John, la rockstar che conosciamo.
La sua ascesa fu rapidissima, e nel giro di una notte, passò da essere uno sconosciuto a una vera e propria celebrità.
L’Impatto di una Performance Indimenticabile
La leggenda narra che dopo quel concerto, la sua fama crebbe a dismisura. Un report del Los Angeles Times del giorno successivo profetizzò che Elton John sarebbe diventato “una delle star più grandi e importanti del rock”.
Una previsione che, con il senno di poi, si è rivelata incredibilmente accurata. Ho sempre pensato che ci siano momenti nella vita di un artista in cui tutto cambia in un istante, e per Elton, quella notte al Troubadour è stata uno di quei momenti magici.
La sua performance non fu solo un concerto, ma una dichiarazione, un’affermazione del suo stile unico e inconfondibile.
Un Pubblico d’Eccellenza
È incredibile pensare alla qualità del pubblico presente quella sera. Avere in sala personaggi del calibro di Neil Diamond, che lo ha presentato con parole di grande ammirazione, o Quincy Jones, è la prova tangibile di quanto la sua musica avesse già un impatto, anche prima del grande successo.
Questo tipo di riscontro da parte di figure così influenti è fondamentale per un artista emergente, e nel caso di Elton John, ha contribuito a catapultarlo nell’olimpo delle star.
Non era solo un concerto, era un evento che tutti volevano vedere, un segno dei tempi che cambiavano.
Dietro le Quinte del Successo: La Forza Inarrestabile di un Duo Leggendario
Il successo di Elton John, fin dai suoi albori, non sarebbe stato lo stesso senza il suo alter ego lirico, Bernie Taupin. È una sinergia che ho sempre trovato affascinante, un esempio perfetto di come due menti creative possano unirsi per dare vita a qualcosa di più grande della somma delle singole parti.
Mentre Elton incantava con la sua voce e il suo pianoforte, Bernie tesseva le trame narrative, creando testi che erano vere e proprie poesie, profonde, evocative e spesso cariche di un’emozione palpabile.
Questa divisione dei compiti, con Bernie che scriveva le parole e Elton che le trasformava in musica, era un metodo consolidato fin dall’inizio della loro collaborazione nel 1967.
Ho letto che Bernie era in grado di comporre un testo in mezz’ora, e Elton la musica in un’ora: una prolificità che mi lascia senza parole e che testimonia la loro straordinaria intesa.
Pensateci un attimo: creare centinaia di canzoni, molte delle quali sono diventate inni generazionali, mantenendo sempre un livello qualitativo altissimo.
È qualcosa che va oltre la semplice professionalità, è vera e propria magia.
Una Fabbrica di Hit Inarrestabile
Tra il 1970 e il 1976, sotto la guida del produttore Gus Dudgeon, Elton e Bernie hanno realizzato ben 14 album. Quattordici album! Questo ritmo di produzione è sbalorditivo e dimostra quanto fosse inarrestabile il loro flusso creativo.
Album come “Tumbleweed Connection”, “Madman Across The Water”, “Honky Château” e “Goodbye Yellow Brick Road” sono diventati pietre miliari della musica, ognuno con le sue sfumature e la sua identità.
Personalmente, ogni volta che metto su uno di questi dischi, mi sento trasportato in un viaggio musicale senza tempo, e il merito è anche dei testi di Bernie, che sono sempre stati il perfetto complemento alle melodie di Elton.
L’Influenza e l’Eredità della Loro Partnership
La partnership tra Elton John e Bernie Taupin è stata inserita nella Songwriters Hall of Fame nel 1992, un riconoscimento più che meritato per la loro influenza duratura sulla musica.
Nel 2020, hanno persino vinto un Oscar per la miglior canzone originale con “(I’m Gonna) Love Me Again” dal film “Rocketman”, un ulteriore sigillo alla loro straordinaria carriera.
Ho sempre creduto che il loro successo non risiedesse solo nelle singole canzoni, ma nella capacità di creare un intero universo musicale, fatto di storie, emozioni e melodie che continuano a ispirare artisti e fan di ogni generazione.
È un’eredità che, secondo me, continuerà a vivere per sempre.
L’Evoluzione di un’Icona: Da Reginald a Sir Elton
Il percorso da Reginald Kenneth Dwight a “Sir Elton Hercules John” è molto più di un semplice cambio di nome; è la metamorfosi di un artista, un’evoluzione che ha segnato profondamente la sua carriera e la sua identità pubblica.
Sebbene abbia adottato il nome d’arte Elton John già nel 1967, è il 7 gennaio 1972 che Reginald Kenneth Dwight ha legalmente cambiato il suo nome in Elton Hercules John, consolidando ufficialmente la sua nuova identità.
Questo gesto, a mio parere, simboleggia non solo un nuovo inizio, ma anche la piena accettazione del personaggio che stava diventando, un performer eccentrico, talentuoso e inarrestabile.
Mi immagino quanto coraggio ci sia voluto per abbandonare il proprio nome di battesimo e abbracciare un’immagine così audace e distintiva. È un po’ come se il “vecchio” Reginald avesse lasciato spazio al “nuovo” Elton, pronto a conquistare il mondo con la sua musica e il suo stile inconfondibile.
Il Passaggio alla Superstardom
Da quei primi, timidi esordi, Elton John è passato da essere un possibile “artista di culto” a una vera e propria superstar pop. La sua capacità di innovare, di mescolare generi musicali e di creare spettacoli indimenticabili lo ha reso un’icona globale.
Per me, vedere la sua evoluzione è stato come assistere a una trasformazione magica, dove ogni nuovo album e ogni nuova esibizione aggiungevano un tassello alla sua leggenda.
La sua musica è sempre rimasta di altissimo livello, anche quando le tendenze cambiavano, dimostrando una versatilità e una coerenza artistica rare.
Un Artista Senza Confini
Nel corso della sua carriera, Elton John ha venduto oltre 300 milioni di dischi e ha avuto più di cinquanta brani nella Top 40 delle classifiche inglesi e americane.
Questi numeri sono pazzeschi e testimoniano la sua influenza globale. Ha vinto numerosi premi, tra cui Grammy e Oscar, ed è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.
Nel 1998, è stato persino insignito del titolo di Cavaliere dalla Regina Elisabetta II, diventando “Sir Elton John”, un riconoscimento che celebra non solo il suo contributo alla musica, ma anche il suo impegno filantropico.
Per me, è un esempio lampante di come il talento, la dedizione e la generosità possano portare un artista a toccare vette inimmaginabili, lasciando un segno indelebile nel cuore delle persone e nella storia della musica.
| Evento Chiave | Anno | Dettaglio Saliente |
|---|---|---|
| Incontro con Bernie Taupin | 1967 | Incontro tramite annuncio per parolieri/compositori, nascita di una partnership leggendaria. |
| Pubblicazione “Empty Sky” | 1969 | Primo album da solista, apprezzato dalla critica ma senza successo commerciale immediato. |
| Pubblicazione “Elton John” e “Your Song” | 1970 | Album omonimo che include “Your Song”, il vero debutto che lo rende celebre e apprezzato dalla critica e dal pubblico. |
| Debutto Americano al Troubadour | 1970 | Concerto storico a Los Angeles che lo consacra come rockstar negli Stati Uniti. |
| Cambio legale del nome | 1972 | Reginald Kenneth Dwight diventa legalmente Elton Hercules John. |
Per Concludere
E così, amici miei, abbiamo ripercorso insieme i primi, entusiasmanti passi di Sir Elton John, un viaggio che ci ha mostrato come un talento innato, un pizzico di fortuna e una collaborazione indissolubile possano dare vita a una leggenda. È affascinante pensare a quel ragazzo di Pinner che, con la sua musica, ha saputo toccare le corde più profonde delle nostre anime, regalandoci melodie e parole che sono diventate la colonna sonora delle nostre vite. La sua storia ci insegna che ogni grande successo ha radici umili e che la vera magia nasce dalla passione e dalla dedizione. Spero che questo tuffo nel passato vi abbia emozionato tanto quanto ha emozionato me!
Informazioni Utili da Sapere
Qui di seguito, ecco qualche chicca e curiosità che ho raccolto per voi, per approfondire ancora di più la storia del nostro amato Rocket Man!
1. Il vero e proprio debutto che ha cambiato tutto per Elton John è avvenuto nel 1970 con l’uscita dell’album omonimo “Elton John” e il successo stratosferico di “Your Song”.
2. La partnership con Bernie Taupin, iniziata nel 1967, è considerata una delle più prolifiche e durature della storia della musica, un connubio perfetto tra parole e melodia.
3. Il suo leggendario concerto al Troubadour di Los Angeles, nell’agosto del 1970, è stato il momento chiave che lo ha catapultato verso la fama negli Stati Uniti e nel mondo intero.
4. Prima di diventare legalmente “Elton Hercules John” nel 1972, il suo nome di nascita era Reginald Kenneth Dwight, un nome che oggi suona quasi irriconoscibile!
5. Molti critici musicali ritengono che il suo primo album, “Empty Sky” del 1969, sebbene non di grande successo commerciale, fosse già un chiaro segnale del suo immenso potenziale artistico.
Punti Chiave da Ricordare
In sintesi, la straordinaria carriera di Elton John ha preso il via ufficialmente nel 1970, segnata dal trionfo dell’album “Elton John” e dall’iconica “Your Song”. Questo successo, unito al memorabile debutto americano al Troubadour e alla fondamentale collaborazione con il paroliere Bernie Taupin, ha trasformato Reginald Kenneth Dwight nell’icona globale che conosciamo. La sua storia è un inno alla perseveranza, al talento e alla magia di un’amicizia che ha creato un’eredità musicale senza tempo, dimostrando che il vero genio non ha confini e che un’anima rock può davvero cambiare il mondo, nota dopo nota.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Qual è stato il vero e proprio debutto di Elton John che lo ha trasformato nell’icona che tutti conosciamo oggi?
R: Se parliamo del “vero” debutto, quello che ha acceso i riflettori su di lui e ci ha fatto capire che eravamo di fronte a qualcosa di unico, allora dobbiamo puntare dritti al 1970!
Certo, aveva già pubblicato un primo album, “Empty Sky”, nel 1969, un lavoro promettente che ci dava qualche indizio sulla sua grandezza, ma è con l’album omonimo, “Elton John”, uscito appunto nel 1970, che il suo genio è esploso a livello internazionale.
È stato un momento pazzesco, un’ondata di innovazione e melodia che ha conquistato tutti. Questo disco conteneva perle assolute come la struggente “Your Song”, che è diventata immediatamente un classico senza tempo, e ha catapultato Reginald, ormai Elton, nell’olimpo delle star.
Ricordo ancora l’emozione della prima volta che l’ho ascoltato: è stato come assistere a una magia! La critica americana, non a caso, lo acclamò come il “nuovo messia del rock” dopo le sue elettrizzanti esibizioni in tour negli Stati Uniti, e per me, da appassionata, è lì che la sua leggenda ha avuto inizio, il vero punto di svolta.
D: Prima di essere Elton John, come si chiamava e quando ha adottato questo nome d’arte così iconico?
R: Ah, questa è una curiosità che affascina sempre! Molti non sanno che il nostro amato Elton John è nato con un nome decisamente più comune: Reginald Kenneth Dwight.
Immaginate un po’, Reginald! Il cambiamento non è avvenuto dall’oggi al domani. Già intorno al 1967, mentre la sua carriera prendeva forma, Reginald ha iniziato a usare il nome d’arte “Elton John”, un omaggio a due musicisti che lo avevano ispirato nei suoi primi passi con la band Bluesology: il sassofonista Elton Dean e il cantante Long John Baldry.
È un gesto che trovo dolcissimo, un modo per portare con sé le sue radici musicali. Poi, per mettere un sigillo ufficiale a questa trasformazione, il 7 gennaio 1972 ha cambiato legalmente il suo nome in Elton Hercules John.
Per me, è come se Reginald fosse stato la crisalide da cui è sbocciata la farfalla Elton, coloratissima e pronta a volare altissimo!
D: Qual è stata la prima grande hit di Elton John che ha davvero consolidato la sua fama a livello mondiale?
R: Senza ombra di dubbio, la canzone che ha spalancato le porte del successo mondiale e ha inciso il suo nome nella storia della musica è stata “Your Song”.
Quando è uscita, nel 1970, all’interno del suo secondo album “Elton John”, è stato un colpo di fulmine per milioni di persone. La sua melodia delicata, le parole toccanti scritte da Bernie Taupin e la voce inconfondibile di Elton al pianoforte hanno creato un capolavoro senza tempo.
È una di quelle canzoni che ti entrano nell’anima e non ti lasciano più. Direi che è stata la scintilla che ha acceso il fuoco della sua fama, la dimostrazione tangibile del suo incredibile talento come compositore e interprete.
Mi ricordo ancora perfettamente dove e con chi l’ho ascoltata per la prima volta: è un ricordo prezioso, legato a quella sensazione di pura meraviglia.
Da lì in poi, la strada per diventare la superstar che è oggi era tracciata, e noi, i suoi fan, non abbiamo potuto fare altro che seguirlo con gioia!






